logotype
img1
img2
img3
img4
img5
img6
img7
img8
La produzione civile. Cooperative, servizi sociali e governance in provincia di MS (2010) PDF Stampa E-mail
Argomenti e strumenti - Cooperative sociali e loro consorzi

Introduzione

Questa ricerca tratta del presente e del futuro della cooperazione sociale in provincia di Massa-Carrara. È intitolata La produzione civile, a porre l’accento l’importanza del sistema partecipato di attori locali che realizza e rende disponibili sul territorio gran parte dei servizi sociali. Il cuore del lavoro è una indagine empirica, realizzata con focus group e interviste semistrutturate, cui ha partecipato un folto gruppo di attori delle cooperative e degli enti del territorio. Si tratta dunque di un lavoro che tratta più di fatti e di opinioni, che di teorie e di modelli. Tuttavia si impone una premessa di ordine metodologico.

L’argomentazione intreccia volontariamente aspetti del pubblico e aspetti del privato rispetto al tema della disponibilità provinciale di servizi sociali. Indicano Bruni e Zamagni (2004) che nella società europea del domani pubblico e privato non saranno più mondi separati, ma complementari. Diversamente dalla partizione classica secondo cui l’economia o è privata, quando si occupa del mercato, o è pubblica quando si occupa delle ragioni e delle forme dell’intervento statale, i servizi sociali devono oggi essere misurati tenendo conto delle reti sociali facenti capo al Terzo Settore. Cosa che conduce a valorizzare il sistema d’inclusione sociale, il quale dal basso partecipa alle pratiche di buon governo atte a produrre beni e servizi tali da assicurare, al contempo, efficienza, equità, e felicità pubblica.

Nell’aspirazione di acconsentire al paradigma dell’economia civile, capace di ridurre le aporie sociali del capitalismo acquisitivo – oggetto di attenta riflessione anche in sede europea (Defourny-Nyssens, 2007) – già nel 1995 Lunghini aveva intuito l’importanza di affrontare il problema occupazionale nelle società capitalistiche iperproduttive con una politica economica statale orientata alla produzione di servizi socialmente necessari. Una funzione che in Italia soprattutto è a fortiori assolta dal Terzo Settore, il quale, mai troppo lo si ricorda, produce più del 70% dei servizi sociali italiani. In Italia l’economia solidale – il sistema di produzione civile, come lo si è chiamato in questo lavoro – è il vero fondamento dei diritti sociali (Bassi-Colozzi, 2003; Borzaga-Ianes, 2006).

Lavorando intorno a questi temi, fondamentali per i bisogni dei cittadini e per la funzione pubblica, la presente ricerca esplora in particolare il nodo dei rapporti tra gli enti locali e la cooperazione sociale in provincia di Massa Carrara. A una mappa orientativa e a spunti di riflessione si uniscono dati di percezione bilaterale sulla qualità dei servizi, sull’efficienza dei meccanismi partecipativi e di assegnazione degli incarichi, nell’intento di valutare in specie l’efficacia e le potenzialità di sviluppo di quell’ importante strumento istituzionale in essere che è l’Albo Provinciale delle Cooperative Sociali di Massa-Carrara.

Il mondo delle cooperative sociali, dei loro valori, del loro lavoro, dei loro rapporti con il servizio pubblico è ovunque senz’altro molto fluido, spesso problematico, sicuramente in evoluzione, e suscettibile di molti miglioramenti. Le attenzioni per rendere migliore il sistema della produzione civile in provincia di Massa-Carrara, se perseguite con convinzione e costanza possono tradursi nel medio periodo in un’aumentata affidabilità e in maggiore efficienza strutturale del sistema. Infatti, i punti di forza, le questioni aperte, ciò che appare meno funzionare, non sono altro che le evidenze oggettive del livello medio delle competenze in essere dei soggetti che partecipano al sistema. Efficienza organizzativa ed efficacia sono sempre il risultato delle competenze, della preparazione delle persone applicata alle pratiche di settore.

Se in Italia, in Toscana e in provincia di Massa-Carrara i servizi sociali debbono crescere, il potenziamento dell’impresa sociale che li produce di concerto agli altri soggetti locali passa dalla valorizzazione dei legami con il territorio, da migliori rapporti con gli enti locali che lo amministrano, da competenze più alte e appropriate di coloro che vi partecipano. L’obiettivo deve essere di una crescita generalizzata della cultura media degli attori dell’economia solidale, per usare il titolo di un testo famoso di Laville (1998).

Non si tratta quindi semplicemente di appalti, di politiche di spesa, di tavoli di concertazione, di affidamenti più trasparenti, qualitativamente legittimati, di gestione associata dei servizi. Questo sono che degli strumenti. L’ambizione deve andare oltre il contingente, deve aspirare a raccogliere la sfida che una società moderna e inclusiva richiede: ricomporre i rapporti tra l’economico e il sociale, nel senso di una maggiore democrazia economica, realizzata a partire a un maggiore coinvolgimento cognitivo di tutti gli attori in gioco. Solo lavorando tutti per migliorare sarà possibile, in ottica di bene comune, valorizzare tutte quelle forme di scambio non monetario, realizzate all’insegna della solidarietà che, accanto a quelle del mercato, fondano il sistema della produzione civile.

 
PGT SocialWeb - Copyright © 2010 by pagit.eu